Oggi provo a mettere in fila le migliori opere del cineasta italiano più famoso nel mondo.
1 - 8 1/2, Italia/Francia, 1963.
L'opera più complessa ed universale di FF, il film che meglio di tutti analizza il significato di arte e le problematiche di essere artista e di non deludere le aspettative degli altri. Straordinaria la fotografia, le musiche, il cast e la regia. Poesia alla stato puro. Due premi Oscar vinti, numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali.
2 - La dolce vita, Italia/Francia, 1960.
Film simbolo di un epoca, che ha svincolato neologismi (es.paparazzo) e dato lustro all'Italia ed al suo boom economico. Mastroianni anche qui è l'evidente alter ego del cineasta riminese.
3 - I vitelloni, Italia/Francia, 1953.
Nostalgica ed amara trasposizione cinematografica della gioventù perduta di Fellini nella sua cittadina di provincia. Straordinario cast per un capolavoro assoluto della cinematografia.
4 - La strada, Italia, 1954.
Uno dei più poetici film di Fellini, una favola dolce amara che ha commosso gli spettatori di tutto il mondo. A Giulietta Masina ed Anthony Quinn rimarranno per sempre appiccicati addosso questi due straordinari personaggi. In assoluto il film di Fellini più amat dal pubblico.
5 - Amarcord, Italia, 1973.
Geniale commedia dei ricordi, che ormai deformati dal tempo virano nel grottesco di una Rimini del ventennio che il regista racconta per aneddoti, veri o presunti, ma comunque indimenticabili, dalla Gradisca alla tabaccaia, passando per uno straordinario Ciccio Ingrassia.
6 - Le notti di Cabiria, Italia/Francia, 1957.
Una strepitosa Giulietta Masina ci racconta il lato oscuro dell'Italia pre boom. Fellini ha sceneggiato con Tullio Pinelli, Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini un portentoso ritratto femminile, che valse il premio di miglior attrice a Cannes alla Masina. Il film vinse l'Oscar come miglior film straniero
7 - Ginger e Fred, Italia/Francia/Germania Ovest, 1985.
Fellini con straordinaria lucidità inquadra perfettamente il trashume della TV contemporanea ed il film visto oggi fa guadagnare al regista ancora più credito perché, purtroppo, la realtà ha persino superato la grottesca fantasia del cineasta romagnolo.
8 - Il casanova di Federico Fellini, Italia, 1976.
Singolare biopic sul grande amatore veneziano, interpretato da un allora sconosciuto Donald Sutherland, che Fellini vira verso toni grotteschi con il suo umorismo nonsense, Splendidi costumi e scenografie.
9 - Lo sceicco bianco, Italia, 1952.
Primo film (intero) girato da FF, una commedia surreale e divertente con protagonista un giovane Alberto Sordi, autentico mattatore del film.
10 - Il bidone, Italia/Francia, 1955.
L'americano Broderic Crawford è protagonista di uno dei film più dimenticati di Fellini, in realtà il regista sceneggia con i fidi Tullio Pinelli ed Ennio Flaiano un dramma tutt'altro che banale e scontato. Da rivalutare.
sabato 22 giugno 2013
8 settembre 1943
In questa data nefasta l'Italia firmo l'armistizio con gli alleati aprendo le porte ad una sanguinosa guerra civile fra fascisti ed antifascisti mentre nella penisola gli eserciti stranieri combattevano una guerra del destino ormai segnato. Tutto sarebbe finito solo il 25 aprile 1945. In questa pagina vorrei provare a raccogliere le migliori 10 pellicole che hanno raccontato questo infausto periodo della nostra storia.
1 - Tutti a casa, Italia/Francia, 1960, di Luigi Comencini.
"Signor colonnello, accade una cosa incredibile... I tedeschi si sono alleati con gli americani! Ci stanno attaccando!" Questa frase tratta dal capolavoro di Luigi Comencini inquadra perfettamente lo spaesamento dell'esercito italiano di fronte ad un cambio di fronte repentino, improvviso e soprattutto non comunicato alla truppa. Il film simbolo dello sbando a cui andò in contro il paese per colpa della scelleratezzadei suoi capi passati e presenti. Straordinario Alberto Sordi in una delle sue prove migliori di sempre.
2 - L'uomo che verrà, Italia, 2009, di Giorgio Diritti.
L'autore racconta con gli occhi di una bambina di 8 anni la strage di Marzabotto perpetuata dalle SS nell'autunno del 1944 e che costò la vita a circa 1800 civili inermi. Diritti con l'occhio del documentarista, fa recitare tutti gli attori in dialetto bolognese, e consegna ai posteri un film asciutto, che con poche parole dice moltissimo sullà crudelta dell'animo umano.
3 - Roma città aperta, Italia, 1945, di Roberto Rossellini.
Girato a ridosso dei fatti appena avvenuti, con pochi mezzi ma straordinarie idee di cinema ed interpreti in stato di grazia (Aldo Fabrizi ed Anna Magnani), è uno dei capolavori del nostro neoralismo. Alcune scene fanno ormai parte della storia del cinema (vedi quella a fianco). Dal punto di vista storico è una testimonianza diretta, fresca, autentica di quello che fu il periodo più buio della storia del nostro paese nel '900, nella capitale.
4 - Paisà, Italia, 1946, di Roberto Rossellini.
Suddivisa in 6 episodi, che raccontano l'avanzata degli alleati lungo la penisola: Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, Apennino Emiliano, Porto Tolle, è un altro dei capolavori del neorealismo, forse dal punto di vista dello spettatore il più ostico e difficile, ma anche il più realistico e duro. Uno spaccato autentico dell'impatto della guerra e dell'invasione straniere in un paese già provato da anni di guerra e sofferenza economica.
5 - Salò o le 120 giornate di Sodoma, Italia/Francia, 1975, di PierPaolo Pasolini.
Uno dei film più cattivi della storia del cinema, ispirato alle "120 giornate di Sodoma" del marche De Sade, ma ambientato nella Repubblica di Salò. All'epoca fu uno shock incredibile per critica e pubblico. Una pellicola che mette alla berlina il potere e la mercificazione dell'uomo (qui parafrasata dal sesso). Un vero pugno nello stomaco anche a 40 anni di distanza.
6 - Il federale, Italia, 1961, di Luciano Salce.
Commedia amarissima che fotografa splendidamente vizi e virtù italiche. Salce è stato un registra grandemente sottovaltato, Tognazzi è grandissimo nel ruolo di Primo Arcovazzi, "Buca, buca con acqua, buca con fango". La miglior commedia bellica on the road del nostro cinema.
7 - Il processo di Verona, Italia, 1963, di Carlo Lizzani.
Oserei dire un film più necessario che bello. Lizzani racconta con dovizia e precisione un'altra pagina drammatica di quel periodo, ovvero il processo e l'esecuzione di coloro che esautorarono Mussolini nel famoso Gran Consiglio del Fascismo del 29 luglio del 1943, ed in particolare il cognato Galeazzo Ciano. Straordinaria Silvana Mangano del Rolo di Edda Mussolini/Ciano.
8 - Il generale della rovere, Italia/Francia, 1959, di Roberto Rossellini.
Non è più tempo di neorealismo,e Rossellini ambienta in questo periodo storico la storia di un truffatore, tratta da un soggetto di Indro Montanelli ed interpretata da un bravissimo Vittorio De Sica. Leone d'oro al festival di venezia.
9 - Miracolo a Sant'Anna (Miracle at St.Anna), USA, 2008, di Spike Lee.
Il film racconta l'eccidio avvenuto a Sant'Anna di Stazzema ad opera dei nazisti su civili inermi. Il film è visto con gli occhi di quattro soldati afroamericani facenti parti della 92° divisione Buffalo. L'opera di Lee è incompiuta e non pienamente riuscita, ma comunque è interessante in quanto racconta con occhi non italiani quei tragici fatti.
10 - La ciociara, Italia/Francia, 1960, di Vittorio De Sica.
Anche, anzi soprattutto le donne, subirono la tragicità degli avvenimenti, è questo film tratto dall'omonimo romanzo di Moravia ne è l'aghiacciante testimonianza. La bravissima Sophia Loren vinse il premio Oscar come miglior attrice protagonista.
1 - Tutti a casa, Italia/Francia, 1960, di Luigi Comencini.
"Signor colonnello, accade una cosa incredibile... I tedeschi si sono alleati con gli americani! Ci stanno attaccando!" Questa frase tratta dal capolavoro di Luigi Comencini inquadra perfettamente lo spaesamento dell'esercito italiano di fronte ad un cambio di fronte repentino, improvviso e soprattutto non comunicato alla truppa. Il film simbolo dello sbando a cui andò in contro il paese per colpa della scelleratezzadei suoi capi passati e presenti. Straordinario Alberto Sordi in una delle sue prove migliori di sempre.
2 - L'uomo che verrà, Italia, 2009, di Giorgio Diritti.
L'autore racconta con gli occhi di una bambina di 8 anni la strage di Marzabotto perpetuata dalle SS nell'autunno del 1944 e che costò la vita a circa 1800 civili inermi. Diritti con l'occhio del documentarista, fa recitare tutti gli attori in dialetto bolognese, e consegna ai posteri un film asciutto, che con poche parole dice moltissimo sullà crudelta dell'animo umano.
3 - Roma città aperta, Italia, 1945, di Roberto Rossellini.
Girato a ridosso dei fatti appena avvenuti, con pochi mezzi ma straordinarie idee di cinema ed interpreti in stato di grazia (Aldo Fabrizi ed Anna Magnani), è uno dei capolavori del nostro neoralismo. Alcune scene fanno ormai parte della storia del cinema (vedi quella a fianco). Dal punto di vista storico è una testimonianza diretta, fresca, autentica di quello che fu il periodo più buio della storia del nostro paese nel '900, nella capitale.
4 - Paisà, Italia, 1946, di Roberto Rossellini.
Suddivisa in 6 episodi, che raccontano l'avanzata degli alleati lungo la penisola: Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, Apennino Emiliano, Porto Tolle, è un altro dei capolavori del neorealismo, forse dal punto di vista dello spettatore il più ostico e difficile, ma anche il più realistico e duro. Uno spaccato autentico dell'impatto della guerra e dell'invasione straniere in un paese già provato da anni di guerra e sofferenza economica.
5 - Salò o le 120 giornate di Sodoma, Italia/Francia, 1975, di PierPaolo Pasolini.
Uno dei film più cattivi della storia del cinema, ispirato alle "120 giornate di Sodoma" del marche De Sade, ma ambientato nella Repubblica di Salò. All'epoca fu uno shock incredibile per critica e pubblico. Una pellicola che mette alla berlina il potere e la mercificazione dell'uomo (qui parafrasata dal sesso). Un vero pugno nello stomaco anche a 40 anni di distanza.
6 - Il federale, Italia, 1961, di Luciano Salce.
Commedia amarissima che fotografa splendidamente vizi e virtù italiche. Salce è stato un registra grandemente sottovaltato, Tognazzi è grandissimo nel ruolo di Primo Arcovazzi, "Buca, buca con acqua, buca con fango". La miglior commedia bellica on the road del nostro cinema.
7 - Il processo di Verona, Italia, 1963, di Carlo Lizzani.
Oserei dire un film più necessario che bello. Lizzani racconta con dovizia e precisione un'altra pagina drammatica di quel periodo, ovvero il processo e l'esecuzione di coloro che esautorarono Mussolini nel famoso Gran Consiglio del Fascismo del 29 luglio del 1943, ed in particolare il cognato Galeazzo Ciano. Straordinaria Silvana Mangano del Rolo di Edda Mussolini/Ciano.
8 - Il generale della rovere, Italia/Francia, 1959, di Roberto Rossellini.
Non è più tempo di neorealismo,e Rossellini ambienta in questo periodo storico la storia di un truffatore, tratta da un soggetto di Indro Montanelli ed interpretata da un bravissimo Vittorio De Sica. Leone d'oro al festival di venezia.
9 - Miracolo a Sant'Anna (Miracle at St.Anna), USA, 2008, di Spike Lee.
Il film racconta l'eccidio avvenuto a Sant'Anna di Stazzema ad opera dei nazisti su civili inermi. Il film è visto con gli occhi di quattro soldati afroamericani facenti parti della 92° divisione Buffalo. L'opera di Lee è incompiuta e non pienamente riuscita, ma comunque è interessante in quanto racconta con occhi non italiani quei tragici fatti.
10 - La ciociara, Italia/Francia, 1960, di Vittorio De Sica.
Anche, anzi soprattutto le donne, subirono la tragicità degli avvenimenti, è questo film tratto dall'omonimo romanzo di Moravia ne è l'aghiacciante testimonianza. La bravissima Sophia Loren vinse il premio Oscar come miglior attrice protagonista.
giovedì 20 giugno 2013
Football Americano
Uno sport di squadra americano al 100%, violentissimo ed avvicente che ben si è prestato a numerose trasposizione cinematografiche. Vediamo lemie migliori 10.
1 - Il paradiso può attendere (Heaven Can Wait), USA, 1978, di Warren Beatty.
Diretta ed interpretata da Warren Beatty una divertente commedia fantastico sportiva, ambientata nell'NFL. Il QB dei Los Angeles Rams muore in un incidente stradale ma in paradiso si accorgono che c'è stato un errore e viene rimandato sulla terra nei panni di un miliardario. Ma lui vole tornare a giocare a football.
2 - Ogni maledetta domenica (Any Given Sunday), USA; 1999, di Oliver Stone.
Grande cast su cui spicca un gigantesco Al Pacino nei ruoli del coach, per il più realistico film mai girato sul football americano professionistico. Leggendario il discorso di Pacino negli spogliatoi. Spettacolare ed avvincente.
3 - Il ribelle (All the right moves), USA, 1983, di Michael Chapman.
Sottovalutatissimo film, in cui un giovane Tom Cruise interpreta i sogni di un ragazzo della più profonda provincia americana. Il suo talento nella squadra di football dell'high school locale può dargli l'accesso per una borsa di studio al college e la possibilità di avere una vita migliore.
4 - Quella sporca ultima meta (The Longest Yard), USA, 1974, di Robert Aldrich.
Memorabile mix carcerario sportivo con un Burt Reynolds in splendida forma diretto dal bravissimo Aldrich. Vanta anche un recente pseudo remake, "L'altra sporca ultima meta" a dir la verità niente affatto da buttare.
5 - The Blind Side, USA, 1999, di John Lee Hancock.
Il film racconta la turbolenta vita del giocatore dei Baltimore Ravens Michael Oher a partire dal libro bigrafia omonimo. La Bullock vinse per questo film un premio Oscar.
6 - The Express, USA, 2009, di Gary Fedler.
Il titolo era anche il nickname di Ernie Davis, il primo afro americano a vincere il prestigioso Heyman Trophy, ovvero il premio di miglior giocatore di football americano a livello di college. Finale, purtroppo, tragico.
7 - Il sapore della vittoria (Remember the Titans), USA, 2001, di Boaz Yakin.
La storia vera di una squadra liceale della Virginia, stato del Sud, che nel 1971, allenata da un afro-americano vinse, nonostante le forti tensioni razziali, il campionato statale. Buon film che ha dalla sua anche il bravo Denzel Washington nei panni del coach.
8 - Jerry Maguire, USA, 1996, di Cameron Crowe.
Seconda apparizione in questa Top 10 per Tom Cruise, qui però nelle vesti di procuratore del fedele Cuba Gooding Jr. che vinse per questa interpretazione l'Oscar come miglior attore non protagonista, mentr Cruise si dovette accontentare di un Golden Globe. Miglior film in assoluto sulla strana razza dei procuratori sportivi.
9 - Friday Night Lights, USA, 2004, di Peter Berg.
Basato sul libro "A Town, a team and a dream" il titolo racconta la stagione della squadra del liceo della piccola città di Odessa, Texas. Attorno a questi ragazzi, assorti a vere star locali, girà tutta la vita della comunità, ed il venerdì sera, quando si giocano le partite, loro diventano il centro dle mondo. Successivamente da questo film è stata tratta anche una serie televisiva.
10- Le riserve (The Replacements), USA, 2000, di Howard Deutch.
Il film è liberamente ispirato allo sciopero dei giocatori NFL del 1987. Keanu Reeves interpreta il QB Shane Falco, ex promessa che a causa di una disgraziata ultima partita a livello di college non ha mai avuto la possibilità di sfondare davvero, e come lui in squadra vengono chiamati altri reietti con tanta voglia di riavere la loro parte di american dream.
1 - Il paradiso può attendere (Heaven Can Wait), USA, 1978, di Warren Beatty.
Diretta ed interpretata da Warren Beatty una divertente commedia fantastico sportiva, ambientata nell'NFL. Il QB dei Los Angeles Rams muore in un incidente stradale ma in paradiso si accorgono che c'è stato un errore e viene rimandato sulla terra nei panni di un miliardario. Ma lui vole tornare a giocare a football.
2 - Ogni maledetta domenica (Any Given Sunday), USA; 1999, di Oliver Stone.
Grande cast su cui spicca un gigantesco Al Pacino nei ruoli del coach, per il più realistico film mai girato sul football americano professionistico. Leggendario il discorso di Pacino negli spogliatoi. Spettacolare ed avvincente.
3 - Il ribelle (All the right moves), USA, 1983, di Michael Chapman.
Sottovalutatissimo film, in cui un giovane Tom Cruise interpreta i sogni di un ragazzo della più profonda provincia americana. Il suo talento nella squadra di football dell'high school locale può dargli l'accesso per una borsa di studio al college e la possibilità di avere una vita migliore.
4 - Quella sporca ultima meta (The Longest Yard), USA, 1974, di Robert Aldrich.
Memorabile mix carcerario sportivo con un Burt Reynolds in splendida forma diretto dal bravissimo Aldrich. Vanta anche un recente pseudo remake, "L'altra sporca ultima meta" a dir la verità niente affatto da buttare.
5 - The Blind Side, USA, 1999, di John Lee Hancock.
Il film racconta la turbolenta vita del giocatore dei Baltimore Ravens Michael Oher a partire dal libro bigrafia omonimo. La Bullock vinse per questo film un premio Oscar.
6 - The Express, USA, 2009, di Gary Fedler.
Il titolo era anche il nickname di Ernie Davis, il primo afro americano a vincere il prestigioso Heyman Trophy, ovvero il premio di miglior giocatore di football americano a livello di college. Finale, purtroppo, tragico.
7 - Il sapore della vittoria (Remember the Titans), USA, 2001, di Boaz Yakin.
La storia vera di una squadra liceale della Virginia, stato del Sud, che nel 1971, allenata da un afro-americano vinse, nonostante le forti tensioni razziali, il campionato statale. Buon film che ha dalla sua anche il bravo Denzel Washington nei panni del coach.
8 - Jerry Maguire, USA, 1996, di Cameron Crowe.
Seconda apparizione in questa Top 10 per Tom Cruise, qui però nelle vesti di procuratore del fedele Cuba Gooding Jr. che vinse per questa interpretazione l'Oscar come miglior attore non protagonista, mentr Cruise si dovette accontentare di un Golden Globe. Miglior film in assoluto sulla strana razza dei procuratori sportivi.
9 - Friday Night Lights, USA, 2004, di Peter Berg.
Basato sul libro "A Town, a team and a dream" il titolo racconta la stagione della squadra del liceo della piccola città di Odessa, Texas. Attorno a questi ragazzi, assorti a vere star locali, girà tutta la vita della comunità, ed il venerdì sera, quando si giocano le partite, loro diventano il centro dle mondo. Successivamente da questo film è stata tratta anche una serie televisiva.
10- Le riserve (The Replacements), USA, 2000, di Howard Deutch.
Il film è liberamente ispirato allo sciopero dei giocatori NFL del 1987. Keanu Reeves interpreta il QB Shane Falco, ex promessa che a causa di una disgraziata ultima partita a livello di college non ha mai avuto la possibilità di sfondare davvero, e come lui in squadra vengono chiamati altri reietti con tanta voglia di riavere la loro parte di american dream.
Marilyn Monroe
Marylin Monroe nata Norma Jeane Mortenson è diventata il simbolo della bellezza cinematografica, una ragazza fragile che ha fatto una fine triste ed ambigua, è stata una diva che ha saputo illuminare lo schermo cinematografico come nessuna prima e dopo è mai riuscita. Attrice ingiustamente sottovalutata, aveva doti di comicità ed erotismo uniche. La sua filmografia conta più di trenta titoli, ma purtroppo solo pochi valgono davvero la visione, quelli in quest'elenco di sicuro, specie i primi tre, autentici capolavori.
1- A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot), USA, 1957, di Billy Wilder.
Diretta di Billy Wilder in un classico della commedia, che qui interpreta insieme ai formidabili Jack Lemmon e Tony Curtis. Nella leggenda gli innumerevoli (si dice 57) ciac fatti spendere da Marylin al regista per dire "I'm me Sugar". Nessuno è perfetto.
2- Quando la moglie va in vacanza (The Seven Year Itch), USA, 1954, di Billy Wilder.
Tratto da un commedia che all'epoca fece scandalo per la sue espliticità, è il film che rese iconica l'immagine di Marylin, simboleggiata dlla celeberrima scena qui a fianco. Pellicola assai divertente ed allusiva.
3- Gli uomini preferiscono le bionde (Men Prefer Blonds), USA, 1955, di Howard Hawks.
Marylin coprotagonista con Jane Russell la eclissa completamente in questo capolavoro di commedia musicale diretta dallo straordinario ed eclettico Howard Hawks. Qui acconto Marylin interpreta il celebre "Diamonds are girl's best friends".
4- Come sposare un milionario (How to Marry a Millionaire), USA, 1956, di Jean Negulescu.
Simpatica commedia romantica in cui il personaggio di Marylin è reso assai buffo dalla sua miopia. Tratto da una piece teatrale è un buon film per scoprire il fascino della Monroe.
5- Niagara, USA, 1958, di Michael Curtiz.
Marylin interpreta qui la sua unica parte da Femme Fatale e da Villain, in un thriller non perfetto ma comunque interessante e con una giusta dose di ambiguità.
6- Gli spostati (The Misfits), USA, 1960, di John Huston.
Ultimo film (intero) girato da Marylin, capolavoro maledetto, fu anche l'ultima pellicola del grande Clark Gable. Sceneggiato da Arthur Miller, all'epoca marito di Marylin il film è un road-movie avventuroso e romantico non del tutto compiuto, ma interessante.
7- Facciamo l'amore (Let's Make Love), USA, 1959, di George Cukor.
Divertente commedia musicale dove una bravissima Marylin fa la mattatrice accanto al francese Yves Montand.
8- Fermata d'autobus (Bus Stop), USA, 1955, di Joshua Logan.
Una marylin al top della sua avvenenza per una gustosa commedia romantica on the road.
9- Il principe e la ballerina (The Prince and the showgirl), USA, 1956, di Laurence Olivier.
La nostra bella qui recita accanto all'immortale Laurence Olivier, anche regista, in una prova a dir il vero alquanto incolore alle prese con un insolita e poco brillante commedia sentimentale.
10- La magnifica preda (River of no return), 1956, di Otto Preminger.
Rarissimo film avventuroso per una Marylin più agreste del solito nella parte di una cantante di saloon alle prese con le rapide di un fiume e con gli indiani. Nonostante la presenza di Robert Mitchum e la regia del bravo Preminger il film inrealtà non è proprio bellissimo.
1- A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot), USA, 1957, di Billy Wilder.
Diretta di Billy Wilder in un classico della commedia, che qui interpreta insieme ai formidabili Jack Lemmon e Tony Curtis. Nella leggenda gli innumerevoli (si dice 57) ciac fatti spendere da Marylin al regista per dire "I'm me Sugar". Nessuno è perfetto.
2- Quando la moglie va in vacanza (The Seven Year Itch), USA, 1954, di Billy Wilder.
Tratto da un commedia che all'epoca fece scandalo per la sue espliticità, è il film che rese iconica l'immagine di Marylin, simboleggiata dlla celeberrima scena qui a fianco. Pellicola assai divertente ed allusiva.
3- Gli uomini preferiscono le bionde (Men Prefer Blonds), USA, 1955, di Howard Hawks.
Marylin coprotagonista con Jane Russell la eclissa completamente in questo capolavoro di commedia musicale diretta dallo straordinario ed eclettico Howard Hawks. Qui acconto Marylin interpreta il celebre "Diamonds are girl's best friends".
4- Come sposare un milionario (How to Marry a Millionaire), USA, 1956, di Jean Negulescu.
Simpatica commedia romantica in cui il personaggio di Marylin è reso assai buffo dalla sua miopia. Tratto da una piece teatrale è un buon film per scoprire il fascino della Monroe.
5- Niagara, USA, 1958, di Michael Curtiz.
Marylin interpreta qui la sua unica parte da Femme Fatale e da Villain, in un thriller non perfetto ma comunque interessante e con una giusta dose di ambiguità.
6- Gli spostati (The Misfits), USA, 1960, di John Huston.
Ultimo film (intero) girato da Marylin, capolavoro maledetto, fu anche l'ultima pellicola del grande Clark Gable. Sceneggiato da Arthur Miller, all'epoca marito di Marylin il film è un road-movie avventuroso e romantico non del tutto compiuto, ma interessante.
7- Facciamo l'amore (Let's Make Love), USA, 1959, di George Cukor.
Divertente commedia musicale dove una bravissima Marylin fa la mattatrice accanto al francese Yves Montand.
8- Fermata d'autobus (Bus Stop), USA, 1955, di Joshua Logan.
Una marylin al top della sua avvenenza per una gustosa commedia romantica on the road.
9- Il principe e la ballerina (The Prince and the showgirl), USA, 1956, di Laurence Olivier.
La nostra bella qui recita accanto all'immortale Laurence Olivier, anche regista, in una prova a dir il vero alquanto incolore alle prese con un insolita e poco brillante commedia sentimentale.
10- La magnifica preda (River of no return), 1956, di Otto Preminger.
Rarissimo film avventuroso per una Marylin più agreste del solito nella parte di una cantante di saloon alle prese con le rapide di un fiume e con gli indiani. Nonostante la presenza di Robert Mitchum e la regia del bravo Preminger il film inrealtà non è proprio bellissimo.
sabato 1 giugno 2013
Silenzio in aula!
Le storie ambientate in un aula di tribunale hanno alimentato una vasta serie di romanzi, serie tv (Perry Mason & co) e film, è il cosiddetto sottogenere giudiziario. Vediamo quali opere meritano la Top Ten.
1 - Testimone d'accusa (Witness for the Prosecution), USA, 1957, di Billy Wilder.
Agatha Christie, Billy Wilder, Charles Laughton e Marlene Dietrich, ingredienti speciali per un cocktail dal sapore unico. Ironico, avvincente, teso e sorprendente, un film unico ed irripetibile. Insieme al numero due di questa lista si staglia due gradini sopra a tutti gli altri. Sei nomination e nessun Oscar vinto. La Lanchester, più nota come "Moglie di Frankenstein" ma che nella vita lo era di Laughton vinse un Golden Globe.
2 - La parola ai giurati (12 Angry Men), USA, di Sidney Lumet.
A partire da un soggetto televisivo, Lumet esordisce al cinema con un autentico capolavoro, riuscendo ad avvincere ed emozionare nonostante l'azione sia condensata nella sola stanza della giuria. Strepitoso il cast capitanato dal grande Henry Fonda, qui quasi oscurato da uno strepitoso Lee J. Cobb. Il film vanta un remake televiso ed un rifacimento russo. Superbo.
3 - Anatomia di un omicidio (Anatomy of a Murder), USA, 1959, di Otto Preminger.
Un vero classico del genere, a cominciare dagli splendidi titoli di testa di Saul Bass, alla superba prova d'attore di Jimmy Stewart per passare al bellissimo bianco e nero di Sam Leavitt ed alla ottima performance registica di Preminger. Il film raccolse sette nomination agli Oscar senza vincerne alcuno.
4 - Il verdetto (The Verdict), USA, 1982, di Sidney Lumet.
Ormai un piccolo classico, interpretato da un Paul Newman in stato di grazia, che interpreta il riscatto di un perdente. Da una solida scneggiatuyra di David Mamet tratta dal libro omonimo di Barry Reed. Cinque nomination e nessun Oscar vinto. Lumet si conferma un garanzia per il genere.
5 - Mio cugino Vincenzo (My Cousin Vinny), USA, 1992, di Jonathan Lynn.
Joe Pesci e Marisa Tomei (premiata con un Oscar) sono i bravissimi protagonisti dell'unica commedia presente in questa classifica. Film divertente e originale.
6 - 12, Russia, 2007, di Nikita Mikhalkov.
Mikhalkov dirige ed interpreta un remake de "La parola ai giurati" in salsa russa, affrontando il sempre attuale problema ceceno. Efficace e avvincente, ottenne la nomination all'Oscar come miglior film straniero ed un Leone speciale ala mostra del cinema di Venezia dove venne presentato.
7 - Porte aperte, Italia, 1990, di Gianni Amelio.
Tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, il film è la storia di un giudice che tenta di opporsi con tutte le sue forze alla pena di morte in vigore in Italia negli anni Trenta. Come sempre superlativo Gian Maria Volontè. Presentato a Cannes il film ottenne la nomination all'Oscar come miglior pellicola straniera.
8 - Vincitori e vinti (Judgement at Nuremberg), USA, 1961, di Stanley Kramer.
Come esplicita il titolo originale si tratta della ricostruzione del famoso processo di Norimberga, in cui finirono alla sbarra i criminali nazisti. Protagonista è soprattutto Spencer Tracy nei panni del giudice Dan Haywood. Interessante ma non proprio avvincente. Maximilian Schell vinse l'Oscar per la sua interpretazione di un nazista, con una statuetta venne premiata pure la sceneggiatura.
9 - Giustizia è fatta (Justice est faite), Francia, 1950, André Cayatte.
Siamo solo nel 1950, ma Cayatte riesce con lungimiranza e senso civico ad affrontare un tema scottante ancora oggi come quello dell'eutanasia. Tratto da un vero fatto di cronaca, è la storia del processo ad una donna, laureata in medicina, che uccide l'anziano amante afflitto da un male incurabile. Un film da recuperare.
10 - Prova a incastrarmi (Find Me Guilty), USA, 2006, di Sidney Lumet.
La versa storia del mafioso "Fat Jack" DiNorscio, che affrontò con successo il più lungo processo a cosa nostra mai svolto negli Stati Uniti. In assoluto la miglior performance di Vin Diesel, diretto dall'unico vero specialista del genere, Sidney Lumet.
1 - Testimone d'accusa (Witness for the Prosecution), USA, 1957, di Billy Wilder.
Agatha Christie, Billy Wilder, Charles Laughton e Marlene Dietrich, ingredienti speciali per un cocktail dal sapore unico. Ironico, avvincente, teso e sorprendente, un film unico ed irripetibile. Insieme al numero due di questa lista si staglia due gradini sopra a tutti gli altri. Sei nomination e nessun Oscar vinto. La Lanchester, più nota come "Moglie di Frankenstein" ma che nella vita lo era di Laughton vinse un Golden Globe.
2 - La parola ai giurati (12 Angry Men), USA, di Sidney Lumet.
A partire da un soggetto televisivo, Lumet esordisce al cinema con un autentico capolavoro, riuscendo ad avvincere ed emozionare nonostante l'azione sia condensata nella sola stanza della giuria. Strepitoso il cast capitanato dal grande Henry Fonda, qui quasi oscurato da uno strepitoso Lee J. Cobb. Il film vanta un remake televiso ed un rifacimento russo. Superbo.
3 - Anatomia di un omicidio (Anatomy of a Murder), USA, 1959, di Otto Preminger.
Un vero classico del genere, a cominciare dagli splendidi titoli di testa di Saul Bass, alla superba prova d'attore di Jimmy Stewart per passare al bellissimo bianco e nero di Sam Leavitt ed alla ottima performance registica di Preminger. Il film raccolse sette nomination agli Oscar senza vincerne alcuno.
4 - Il verdetto (The Verdict), USA, 1982, di Sidney Lumet.
Ormai un piccolo classico, interpretato da un Paul Newman in stato di grazia, che interpreta il riscatto di un perdente. Da una solida scneggiatuyra di David Mamet tratta dal libro omonimo di Barry Reed. Cinque nomination e nessun Oscar vinto. Lumet si conferma un garanzia per il genere.
5 - Mio cugino Vincenzo (My Cousin Vinny), USA, 1992, di Jonathan Lynn.
Joe Pesci e Marisa Tomei (premiata con un Oscar) sono i bravissimi protagonisti dell'unica commedia presente in questa classifica. Film divertente e originale.
6 - 12, Russia, 2007, di Nikita Mikhalkov.
Mikhalkov dirige ed interpreta un remake de "La parola ai giurati" in salsa russa, affrontando il sempre attuale problema ceceno. Efficace e avvincente, ottenne la nomination all'Oscar come miglior film straniero ed un Leone speciale ala mostra del cinema di Venezia dove venne presentato.
7 - Porte aperte, Italia, 1990, di Gianni Amelio.
Tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, il film è la storia di un giudice che tenta di opporsi con tutte le sue forze alla pena di morte in vigore in Italia negli anni Trenta. Come sempre superlativo Gian Maria Volontè. Presentato a Cannes il film ottenne la nomination all'Oscar come miglior pellicola straniera.
8 - Vincitori e vinti (Judgement at Nuremberg), USA, 1961, di Stanley Kramer.
Come esplicita il titolo originale si tratta della ricostruzione del famoso processo di Norimberga, in cui finirono alla sbarra i criminali nazisti. Protagonista è soprattutto Spencer Tracy nei panni del giudice Dan Haywood. Interessante ma non proprio avvincente. Maximilian Schell vinse l'Oscar per la sua interpretazione di un nazista, con una statuetta venne premiata pure la sceneggiatura.
9 - Giustizia è fatta (Justice est faite), Francia, 1950, André Cayatte.
Siamo solo nel 1950, ma Cayatte riesce con lungimiranza e senso civico ad affrontare un tema scottante ancora oggi come quello dell'eutanasia. Tratto da un vero fatto di cronaca, è la storia del processo ad una donna, laureata in medicina, che uccide l'anziano amante afflitto da un male incurabile. Un film da recuperare.
10 - Prova a incastrarmi (Find Me Guilty), USA, 2006, di Sidney Lumet.
La versa storia del mafioso "Fat Jack" DiNorscio, che affrontò con successo il più lungo processo a cosa nostra mai svolto negli Stati Uniti. In assoluto la miglior performance di Vin Diesel, diretto dall'unico vero specialista del genere, Sidney Lumet.
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