sabato 24 agosto 2013

La bomba atomica


La bomba atomica e la possibilità di una conseguente guerra atomica hanno terrorizzato il mondo per decenni, dagli anni Cinquanta fino alla caduta dell'Unione Sovietica. Fra documentari e fiction il cinema ha prodotto innumerevoli pellicole con questa tematica. Ecco le mie scelte.


1 - Ipotesi sopravvivenza (Threads), Regno Unito, 1984, di Mick Jackson.
Faccio uno strappo alla regola per inserire al primo posto un tv movie, prodotto dalla BBC che colpisce ancora oggi come allora, in quanto la guerra atomica scoppia mentre i protagonisti, dei normalissimi abitanti di Sheffield (dove è ambientato il film) pensano al futuro dei propri figli. Un vero tuffo al cuore dello spettatore. Sotto il film in versione originale.







2 - The Atomic Cafe, USA, 1982, di Jayne Loader, Kevin Rafferty e Pierce Rafferty.
Il primo documentario in classifica costò agli autori ben cinque anni di lavoro e colpisce per la sua forza e per la scelta coraggiosa di eliminare il commento off, tipico di questo genere di pellicole. Capoavoro. Sotto il trailer.







3 - The Day After, USA, 1983, di Nicholas Meyer.
Molto più conosciuto di Threads ne condivide sia il fatto che fu creato per la televisione (anche se in Europa fu distribuito nelle sale) sia l'ambientazione in una famiglia comune ed anche il forte impatto emotivo che in piena guerra fredda ebbe sul pubblico occidentale. Cinematograficamente non un capolavoro, ma una pietra miliare di questa speciale categoria di film.



4 - Hiroshima mon amour, Francia/Giappone, 1959, di Alain Resnais.
Uno dei capolavori della nouvelle vague ricorda con vigore la ferita che il bombardamento di Hiroshima ha provocato non solo nella città nipponica ma nell'anima del mondo, che mai più sarà lo stesso. Introspettivo ed antispettacolare rispetto a tutti gli altri film in lista, ma sicuramente anche uno dei più profondi.






5 - Il dottor stranamore... (Dr. Strangelove...), Regno Unito/USA, 1964, di Stanley Kubrick.
Nessuno come Kubrick ha saputo ironizzare e mettere alla berlina la guerra fredda proprio negli anni del suo svolgimento, questo film ridicolizza un'umanità dove dei mostri giocano a risiko con il mondo intero. Splendido!








6 - Pioggia nera (Black Rain / Kuroi ame), Giappone, 1989, di Shohei Imamura.
Fosco melodramma, purtroppo da noi misconosciuto, in cui Imamura mostra come i sopravvissuti di Hiroshima pagarono le conseguenze anche negli anni successivi alla bomba, quando malattie, malformazioni e persino discriminazione da parte dei loro connazionali ne mineranno fisico e morale.




7 - Trinity and Beyond: The Atomic Bomb Movie, USA, 1995, di Peter Kuran.
Un documentario che ripercorre la storia della bomba atomica, dal primo test Trinity effettuato dagli Stati Uniti nel 1945, da cui il titolo, agli esperimenti cinesi. Kuran ha il vantaggio di lavorare con buon materiale di repertorio e potendo raccontare il tutto da una prospettiva post guerra fredda. Ottimo film.




8 - Quando soffia il vento (When the Wind Blows), Regno Unito, 1986, di Jimmy T.Muramaki.
Tratto dall'omonima graphic novel del 1982, un film ad animazione mista, che ha per protagonista una coppia di anziani che ingenui e noncuranti sottovalutano la portata della guerra atomica che si è scatenata nel loro paese. Ne pagheranno care le conseguente. Interessante il dramma cupo che si cela dietro una confezione ironica e satirica.



9 - Soluzione finale (Miracle Mile), USA, 1988, di Steve de Jarnatt.
Un musicista intercetta casualmente una chiamata in cui si annuncia l'imminente scoppio di una guerra atomica. Per lui inizia una corsa disperata contro il tempo. Forse l'ultima pellicola figlia della guerra fredda, l'anno successivo sarebbe caduto il muro di Berlino.



venerdì 23 agosto 2013

Bette Davis

Ruth Elizabeth (Bette) Davis (1980-1989) è stata una delle poche attrici degli anni d'oro di Hollywood a distinguersi per la bravura e non per l'avvenenza, in un'epoca in cui la donna quasi sempre svolgeva ruoli di contorno agli eroi maschili, la Davis ha spesso loro strappato il ruolo da protagonisti per ergersi ad autentica mattatrice. Particolarmente ispirata nel ruolo della sadica, cinica e spietata ha regalato performance memorabili e vinto due Oscar, non certo per i suoi film migliori. Americana con genitori uno francese ed uno inglese ha avuto una carriera lunghissima dal 1931 al 1989, ovvero ben 68 anni! Dieci film sono davvero pochi per questa grandissima attrice. Qui sotto un bel video da youtube sulle note della canzone a lei dedicata "Bette's Davis Eyes".





1 - Eva contro Eva (All About Eve), USA, 1950, di Joseph L.Mankiewicz.
In questa famosissima pellicola che all'epoca ottenne addirittura 14 nomination agli Oscar (vicendone 6) fra cui una a Bette Davis, la diva interpreta Margo Channing un'attrice teatrale di successo che accetta di assumere come assistente personale la sua sfegatata fan Eva Harrington (Anne Baxter) che non esiterà nel farle le scarpe alla prima occasione. Straordinario film e straordinaria Bette.






2 - Piccole volpi (Little Foxes), USA, 1941, di William Wyler.
In questo fosco dramma che sfocia nel noir, Bette Davis è Regina Giddens che lotta nella società maschilista di inizio Novecento per avere quella ricchezza tanto agognata ma che essendo donna è spettata solo ai suoi fratelli. Magnifica prova di attrice in uno dei ruoli da perfida arrivista che le calzavano a pennello e che le valse l'ennesima candidatura all'Oscar. Sotto il trailer.










3 - Che fine ha fatto Baby Jane? (What Ever Happened to Baby Jane?), USA, 1962, di Robert Aldrich.
Thriller crepuscolare in cui Bette Davis duetta magnificamente con Joan Crawford. Due sorelle: Baby Jane (Davis) è una ex bambina prodigio, Blanche (Crawford) è stata un'attrice famosa la cui carriera è stata stroncata da un incidente che l'ha costretta sulla sedia a rotelle. Il passato non sembra essere mai finito nella testa di Baby Jane ormai prossima alla follia. Capolavoro che valse un'altra nomination alla diva americana.






4 - La figlia del vento (Jezabel), USA, 1938, di William Wyler.
Bette Davis arrabbiata per essere stata scartata per il ruolo di Rossella O'Hara in "Via col vento" si fece costruire questo film su misura per vendicarsi dell'affronto. Inutile dire che in questo melodramma in costume è semplicemente splendida, tanto che venne premiata con il secondo Oscar della carriera.






5 - Peccato (Beyond the Forest), USA, 1949, di King Vidor.
In questo bel melodramma sentimentale la Davis recita accanto a Joseph Cotten, nel ruolo di una moglie innamorata di un altro uomo. Questo amore, dapprima non corrisposto, la porterà ad una tragica fine. Non fra i suoi film più noti, ma a mio parere fra i meglio interpretati. Struggente e molto bello il finale.







6 - Ombre malesi (The Letter), USA, 1940, di William Wyler.
In questo bellissimo noir la Davis è ancora una volta diretta da William Wyler, forse il regista che ha saputo meglio valorizzarla. Ottima l'interpretazione nel ruolo dell'ambigua Leslie Crosbie che nella famosissima scena iniziale uccide un uomo che, secondo la sua versione, stava cercando di sedurla. Ambientato fra le piantagioni malesi (vedi il titolo italiano) il film le valse un'altra nomination all'Oscar. Sotto il trailer.









7 - Perdutamente tua (Now, Voyager), USA, 1942, di Irving Rapper.
Il ruolo della zitella repressa Charlotte Vale, soggiogata per una vita intera dalla madre e che poi sboccia come un fiore, è il più poliedrico e seducente dell'intera carriera della Davis. Il film è un vero gioiello purtroppo ormai dimenticato. Sicuramente un titolo da recuperare.






8 - Schiavo d'amore (On Human Bondage), USA, 1934, di John Cromwell,
Il ruolo della sprezzante cameriera Mildred Rogers, che schiavizza il suo spasimante e poi vessa la di lui nuova fiamma fece diventare Bette Davis una vera star di Hollywood ma non le valse l'Oscar tanto che quando l'anno dopo lo vinse con "Paura d'amare" la Davis disse che era un risarcimento per la mancata vittoria in questa superba interpretazione.



9 - Lo scopone scientifico, Italia, 1972, di Luigi Comencini.
Una delle ultime superbe prove la Davis la offrì in trasferta italiana quando in coppia con Joseph Cotten spenna spietatamente nel gioco del titolo la coppia di poveracci formata da Alberto Sordi e Silvana Mangano. Strepitosamente malefica.








giovedì 22 agosto 2013

Neorealismo

Nell'Italia profondamente ferita da una guerra tragica un gruppo di registi e sceneggiatori diede vita ad un movimento che cambiò per sempre la storia del cinema. Questi artisti con pochissimi mezzi e tante idee scesero in strada presero persone comuni e fotografarono la realtà di un paese in ginocchio dal punto di vista economico e morale, trasformando il cinema che fino ad allora era stato soprattutto un grande palcoscenico pieno di artifici di ogni genere, svestendolo di ogni frivolezza e portandolo a mostrare al mondo la vita e le disavventure che le persone comuni affrontavano ogni giorno.




1 - Ladri di biciclette, Italia, 1948, di Vittorio De Sica.
Perennemente nella lista dei migliori 10 film della storia del cinema, un caposaldo di questo genere ed un film che non può non commuovere. E' la storia di un padre che ha come unico bene la sua bicicletta che gli consente di effettuare il suo lavoro di attacchino. Quando gli viene rubata si sbatterà invano per tutta Roma per ritrovarla, arrivando alla straziante decisione di rubarne una a sua volta. Nella clip l'intero film.







2 - Roma, città aperta, Italia, 1945, di Roberto Rossellini.
Rossellini girò in completa povertà di mezzi ed in una Roma appena liberata dal nazifascismo una pietra miliare del cinema italiano, la storia di alcuni personaggi emblematici che lottano e soffrono nella Roma occupata ed abbandonata da chi avrebbe dovuto difenderla. In Italia il film fu accolto molto freddamente ma all'estero fu un successo di pubblico e critica. Nella clip la scena più famosa del film.







3 - Umberto D., Italia, 1952, di Vittorio De Sica.
Commovente ritratto di un uomo solo, che subisce l'indifferenza di una società terribilmente egoista, solo il suo cagnolino riesce a ridargli un po' di speranza. Un film che non è mai invecchiato anzi è più attuale che mai. Una delle pellicole più toccanti e drammatiche mai girate. Sotto potete vedere l'intero meraviglioso film.










4 - Paisà, Italia, 1946, di Roberto Rossellini.
Attraverso vari episodi completamente slegati fra loro Rossellini segue la risalita della penisola da parte degli anglo-americani con la conseguente liberazione dal nazi-fascismo.
Girato con stile quasi documentaristico un capitolo necessario e preciso del dramma che la nostra penisola subì in quei giorni. Il titolo si riferisce al termine con cui gli italo-americani chiamano i loro quasi connazionali.




5 - Germania anno zero, Italia/Francia/Germania, 1948, di Roberto Rossellini.
Unico film non Italiano della lista, infatti Rossellini si concede una trasferta nella Berlino distrutta dalla guerra non solo fisicamente ma anche nel suo animo. Ed il protagonista della drammatica pellicola, un bambino, ne è una figura emblematica. Capolavoro anche questo.








6 - Ossessione, Italia, 1943, di Luchino Visconti.
In pieno conflitto Visconti adatta (non autorizzato) una versione italica de "Il postino suona sempre due volte" di Cain, e consegna alla storia il primo film di questo filone, un noir asciutto e profondamente immerso nel suo ambiente, la pianura padana, che conta anche sulle superbe performance di Massimo Girotti e Clara Calamai.






7 - Sciuscià, Italia, 1946, di Vittorio De Sica.
I bambini di strada, che al passaggio degli alleati si adattano a qualsiasi cosa pur di sbarcare il lunario, sono al centro di quest'altro capolavoro del genere a firma Vittorio De Sica ma profondamente influenzato dal tocco di Cesare Zavattini co-sceneggiatore. Il film vinse l'Oscar (onorario) e praticamente contribuì decisivamente alla nascita del premio per il miglior film straniero. Il titolo è una storpiatura dialettale del termine inglese "Shoe-Shine" ovvero lustrascarpe.




8 - Riso amaro, Italia, 1949, di Giuseppe De Santis.
Questo bel noir ambientato fra le mondine che lavoravano stagionalmente nelle risaie del vercellese è il miglior contributo di Giuseppe De Santis al genere. Fantastica la prova di Silvana Mangano. Il soggetto che il regista sceneggiò insieme a Carlo Lizani e Gianni Puccini ottenne una nomination all'Oscar.







9 - Stromboli terra di Dio, Italia, 1949, di Roberto Rossellini.
Il film è conosciuto soprattutto perché all'epoca fece scandalo la relazione adulterina fra Rossellini ed Ingrid Bergman. Cinematograficamente è un opera cruda e fortissima dove il destino e la natura si contrappongono in maniera fortissima alla volontà ed ai sentimenti umani.







mercoledì 21 agosto 2013

Robert Altman

Robert Altman (1925-2006) è stato uno dei rappresentanti di maggior spicco della cosiddetta New Hollywood ovvero quell'onda di registi che hanno stravolto lo studio system e tutti i meccanismi e le forme del cinema tradizionale americano. Ribelle ed in perenne guerra con i produttori, Altman ha regalato al cinema alcuni capolavori specie negli anni Settanta. Dopo più di un decennio di appannamento è tornato prepotentemente alla ribalta negli anni Novanta con diverse pellicole notevoli. La filmografia di regista conta ben 36 titoli.







1 - Nashville, USA, 1975.
Uno dei migliori film americani degli anni Settanta, strutturato proprio nello stile tipico di Altman ovvero tantissime storie legate fra di loro da un filo sottilissimo che in questo caso è il festival della musica country che si tiene a Nashville, Tennessee. Capolavoro. Qui sotto l'intero film in lingua originale.






2 - MASH, USA, 1970.
Il film rivelò al mondo Altman e vinse a sorpresa anche la Palma d'oro a Cannes. Trattasi di una feroce satira antimilitarista, divertente e dissacrante ambientata in un ospedale militare da campo durante la guerra di Corea (da cui l'acronimo del titolo). Ne scaturì anche una bella serie televisiva omonima.






3 - I compari (McCabe and Mrs. Miller), USA, 1971.
Altman demitizza il western americano raccontando la storia dei due loser del titolo originale. Anche il paesaggio è inospitale ed il West che ne consegue è tutt'altro che eroico e romantico. Il film è bellissimo ed unico anche grazie ai bravi Warren Beatty e Julie Christie.





4 - Il lungo addio (The Long Goodbye), USA, 1973.
Tratto dall'omonimo romanzo di Raymond Chandler, il Marlowe di Altman è modernizzato agli anni Settanta e riesce perfettamente a renderne l'atmosfera. Altro gioiello del cinema americano di quegli anni. Grandissimo Elliott Gould.




5 - Un matrimonio (A Wedding), USA, 1978.
Nel Michigan si svolge un matrimonio fra ricchi ed arricchiti, il film, come in Nashville, narra in maniera slegata e non convenzionale diverse vicende che si svolgono durante le nozze. Meno conosciuto dei film che lo precedono in questa lista è un altro gioiello di satira ed ironia verso la decadenza della società americana. Cast spettacolare a cui prendono parte anche Vittorio Gassman e Gigi Proietti.


6 - America oggi (Short Cuts), USA, 1993.
Dopo il buio creativo degli anni Ottanta, Altman rivede la luce con un film che inquadra benissimo l'America contemporanea attraverso la narrazione di tante brevissime storie. Nove racconti per guardare il suo paese sotto una nuova luce. Leone d'oro a Venezia.






7 Gosford Park, USA, 2001.
Nobiltà e servitù nell'Inghilterra degli anni Trenta, in uno splendido composito quadro in puro stile Altman. Uno dei suoi ultimi capolavori.






8 - I protagonisti (The Player), USA, 1992.
Fra citazioni, critiche, ironie, sarcasmi e magistrali piani sequenza, Altman dirige uno spietato film su Hollywood anzi contro Hollywood, quel sistema di cinema come mezzo per fare soldi che lui ha da sempère odiato ed avversato. Non il suo film migliore ma di sicuro fra i suoi piu importanti. Premiato a Cannes come miglior regista.



9 - Quintet, USA, 1979.
Anomalo film di fantascienza ambientato in un futuro glaciale e con un cast a dir poco eterogeneo: Paul Newman, Vittorio Gassman, Fernando Ray e Bibi Andersson. Pellicola dimentaicata ma piuttosto interessante ed originale. Il titolo si riferisce al gioco da tavolo a cinque che domina la società in cui si svolge la storia.






martedì 20 agosto 2013

Nativi americani

Quest'oggi voglio elencare i migliori film che parlano dei cosiddetti indiani d'America, che per molti decenni hanno incarnato l'ingiusto ruolo dei cattivi in centinaia di film western. Rendiamo giustizia alla loro storia con i film che li raccontano meglio.



1  - Balla coi lupi (Dance With Wolves), USA, 1990, di Kevin Costner.
Costner investi di suo in questo film che ebbe enorme successo di pubblico e critica e vinse ben sette premi Oscar. L'incontro fra il protagonista ed una tribù di Sioux nelle desolate lande del midwest americano è raccontato con precisione storica e curiosità sociologica verso una cultura ancora troppo poco conosciuta. Ammirevole il fatto di far parlare i nativi con la loro lingua originale. Splendido da tutti i punti di vista, anche da quello figurativo grazie ad una fotografia che rende perfettamente l'immensità degli spazi in cui si trovano i protagonisti della pellicola.



2 - Il piccolo grande uomo (Little Big Man), USA, 1970, di Arthur Penn. 
Arthur Penn, uno dei massimi esponenti del nuovo cinema americano che emerse fra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta, smitizza il West che gli spettatori avevano conosciuto fino ad allora, rappresentando i cosiddetti civili come degli avidi colonizzatori interessati solo al loro tornaconto e gli indiani Cheyenne come una società semplice regolata dal buon senso e del rispetto per il prossimo. Dustin Hoffman bianco adottato da una tribù è lo strumento per misurare la profonda differenza fra due culture che inevitabilmente arrivano allo scontro.



3 - Soldato blu (Soldier Blue), USA, 1970, di Ralph Nelson.
Senza alcuna pietà per lo spettatore il film racconta con crudezza gli eccidi che avvennero nel West americano per portare la cosiddetta civiltà anche in quelle terre. E' considerato il primo western davvero filo indiano della storia del cinema, anche se i protagonisti sono anche qui due bianchi. Un film più importante che bello.




4 - Corvo rosso non avrai il mio scalpo (Jeremiah Johnson), USA, 1972, di Sidney Pollack.
La storia di un trapper che si inoltra in un West ostile e selvaggio in cui i nativi vengono rappresentati ne come buoni ne come cattivi, ma bensì come una civiltà diversa ed antagonista a quella egemone dei bianchi. Un film di grande impatto visivo che ci fa capire la difficoltà della vita in quelle terre. Sotto la bella sequenza iniziale.







5 - L'ultimo Apache (Apache), USA, 1954, di Robert Aldrich.
Ancora prima dell'arrivo della New Hollywood, il bravissimo Robert Aldrich girò questo splendido western filo-indiano, dove Burt Lancaster interpreta Massai, luogotenente di Geronimo ed ultimo Apache rimasto dopo l'annientamento della sua tribù.






6 - L'ultimo dei Mohicani (The Last of the Mohicans), USA, 1992, di Michael Mann.
Terza versione per il cinema dell'omonimo romanzo di James Fenimore Cooper datato 1826. la più spettacolare ed anche il film che meglio racconta i nativi dei primi Secoli della colonizzazione o meglio del Settecento. Grande Daniel Day-Lewis.





7 - Il grande sentiero (Cheyenne Autumn), USA, 1964, di John Ford.
L'ultimo western di Ford racconto il lungo viaggio dei Cheyenne dalle aride terre a loro assegnate dallo stato verso la zona dello Yellowstone da cui provengono. Pare quasi un triste testamento in favore degli indiani del grande regista americano che li ha dipinti come i cattivi in numerosissimi film tra cui il mitico "Ombre rosse". Ford ha sempre sostenuto che lui è sempre stato uno dei pochi che gli indiani li ha fatti lavorare non usando mai controfigure "bianche".



8 - Geronimo (Geronimo: An American Legend), USA, 1993, di Walter Hill.
Walter Hill ormai lontano dagli splendori dei suoi film degli anni Settanta dirige un biopic sulla vita del grande capo degli Apache, corretto ma senza particolari guizzi o spunti.





9 - Un uomo chiamato cavallo (A Man Called Horse), USA, 1970, di Elliot Silverstein.
Richard Harris interpreta un piccolo classico, che ebbe anche un seguito, e che si ricorda soprattutto per la sua truculenza. Forse il primo film in cui si sentono dialoghi in vera lingua Sioux.






lunedì 19 agosto 2013

Rock Hudson

Roy Harold Scherer Jr., in arte Rock Hudson (1925-1985) è stato uno degli attori più popolari negli anni '50 e '60, anche se oggi è ricordato soprattutto per essere stato il primo personaggio famoso a morire di AIDS facendo prendere coscienza al mondo di questa nuova malattia. Ad inizio carriera recitò soprattutto in western ma poi si mise in luce nei melodrammi di Douglas Sirk e più tardi come interprete brillante di commedie romantiche al fianco di Doris Day. I dieci film qui sotto sono stati selezionati da una filmografia di oltre 70 titoli.











1 - Lo sport preferito dall'uomo (Man's Favorite Sport?), USA, 1964, di Howard Hawks.
Probabilmente la più divertente commedia americana degli anni Sessanta. Hudson veste i panni di Roger Willoughby venditore di prodotti di pesca in un grande magazzino nonché autore di un manuale di pesca best-seller, peccato che non abbia mai preso un pesce in vita sua. Quando viene invitato ad una gara di pesca i nodi verranno al pettine, o no? Sottile e divertente pure il titolo che allude sia alla pesca che alle donne.



2 - Magnifica ossessione (Magnificent Obsession), USA, 1954, di Douglas Sirk.
In uno dei più riusciti melodrammi dello specialista Douglas Sirk, Rock Hudson interpreta Bob Merrick spericolato dongiovanni pieno di soldi che causa (involontariamente) la morte del medico che gli salva la vita e la cecità della vedova a cui stava facendo la corte. Troverà il modo di riscattarsi. Cult movie.